Quando mi chiedevi “dove andiamo?” e ti rispondevo “per me, è uguale. Scegli tu”, non lo dicevo per noia, per pigrizia. Per me era uguale. Ogni posto era uguale. Ogni posto faceva lo stesso. Ogni posto non era né piú, né meno bello di un altro. Per me quell’ “uguale” voleva dire: basta che tu sia qui. Che poi tra le tue braccia era il mio posto preferito, e allora avresti dovuto capirlo che quel “per me è uguale” significava questo: non importa dove siamo, voglio solo che c'abbracciamo.